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Interessi di mora tra imprese: quanto ti spetta e come si calcola

Quando un'azienda ti paga in ritardo, la legge ti riconosce interessi e un rimborso fisso, senza bisogno di chiederli prima. Ecco come si calcolano.

La regola

Tra imprese i pagamenti in ritardo sono regolati dal D.Lgs. 231/2002. Se il contratto non dice niente, la fattura va pagata entro 30 giorni. Tra imprese si può concordare fino a 60 giorni; oltre, solo se lo si scrive in modo esplicito e non è gravemente iniquo per chi vende.

Gli interessi partono da soli

Dal giorno dopo la scadenza corrono gli interessi di mora, senza bisogno di una messa in mora. Il tasso è quello della Banca centrale europea più 8 punti, e cambia ogni sei mesi. Nel secondo semestre del 2026 è il 10,40% l'anno.

Come si calcolano

Importo della fattura × tasso × giorni di ritardo ÷ 365.

Esempio: una fattura da 5.000 € pagata con 34 giorni di ritardo. 5.000 × 10,40% × 34 ÷ 365 = circa 48 € di interessi.

In più, 40 euro fissi

Per ogni fattura pagata in ritardo ti spetta anche un risarcimento forfettario di 40 € per i costi di recupero, oltre agli interessi.

Conviene chiederli?

Dipende dal cliente. Con chi paga sempre e ha un intoppo, chiedere gli interessi può costare più del rapporto che rovina. Con chi paga sempre in ritardo, ricordarglieli spesso basta a cambiare abitudine. Nel servizio decidi tu, cliente per cliente.

Questa guida è un riassunto pratico, non una consulenza legale. Per i casi particolari senti il tuo avvocato o il tuo commercialista.

Pronto a sbloccare le tue fatture?